« Strategia e modello aziendale. Guida alla rendicontazione secondo gli standard Esrs» è il titolo del quarto numero dell’Informativa reporting di sostenibilità (Irs) del Consiglio nazionale dei commercialisti, curato da Luca Nardoni e Fabrizio Salusest.
Il documento analizza come l’attenzione alla sostenibilità richieda modelli aziendali diversi e influenzi le strategie di medio e lungo periodo delle imprese.
Nell’approfondimento si ricordano gli obblighi informativi previsti dallo standard Esrs2 in tema di strategia: SBM-1 (Strategia, modello aziendale e catena del valore), SBM-2 (Interessi e opinioni dei portatori di interessi) e SBM3 (Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale), soffermandosi in particolare su strategie e modelli aziendali .
Tradizionalmente – si legge nell’introduzione al nuovo numero dell’Irs – gli obblighi informativi sono stati orientati alla massimizzazione del profitto, da ottenere mediante una posizione competitiva, se possibile “unica”. Questa circostanza è certamente facilitata se al cliente viene fatta una proposta di valore distintiva e capace di soddisfare i suoi bisogni, ma anche solo i suoi desideri. I modelli strutturati su queste basi sono oggi meno efficaci nel supportare l’azione delle direzioni aziendali in un’ottica di medio/lungo termine perché ogni proposta, per essere realmente “di valore”, deve rientrare nell’alveo dello “sviluppo sostenibile”: lo richiede la “Agenda 2030” e lo chiedono le filiere produttive, il sistema creditizio e ora anche i consumatori, con sempre maggiore intensità. Gli obblighi informativi SBM-1, SBM-2 e SBM-3 non fanno altro che invitare le imprese a rendere trasparente il loro impegno nello sviluppo sostenibile, ponendolo al centro delle loro strategie e dei loro modelli di business.
