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Un bollino blu per certificare i rischi fiscali: avvocati e commercialisti in campo

Commercialisti e avvocati certificano riduzione tempi fiscali di 2 anni per controlli cooperativi secondo norme cooperative compliance.

Commercialisti e avvocati sono le due professioni abilitate a rilasciare la certificazione che riduce di due anni i tempi a disposizione del Fisco per effettuare i controlli prevista nell’ambito della cooperative compliance. La legge delega, quando ha prospettato questa sorta di bollino blu parlava di “professionisti qualificati”, che per molti significava “ordinistiche”. Ora è arrivata la conferma.

La decisione del legislatore di coinvolgere anche gli avvocati non stupisce Salvatore Regalbuto consigliere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti con delega alla fiscalità «sulla cooperative compliance le competenze sono trasversali – commenta – per certificare un tax control framework non serve solo avere competenze in ambito fiscale e contabile, che è comunque sono estremamente importanti». Secondo Regalbuto i commercialisti hanno tutte le competenze necessarie ma sulla cooperative compliance la parte giuridica ha un’importanza non indifferente perché i modelli di governance e di controllo sono uno degli elementi essenziali per il tax control framework.

Gli avvocati da subito sono stati chiamati a partecipare attivamente al tavolo della delega fiscale. «Il vice ministro Leo ha chiesto al Consiglio nazionale forense di indicare un pool di esperti – racconta Vittorio Minervini consigliere nazionale del Cnf e coordinatore della commissione di diritto tributario – per partecipare all’elaborazione delle bozze per la predisposizione della legge delega. Ed è la prima volta che veniamo coinvolti attivamente nella fase preparatoria». In quel contesto è stato proposto che anche gli avvocati fossero inseriti tra i soggetti titolati a svolgere questa attività. «È un riconoscimento che permette di qualificare ancora di più la professione forense» sottolinea Minervini che aggiunge: «È ovvio che questa possibilità non interesserà tutti i 250mila avvocati iscritti all’Albo, nella nostra professioni ci sono professionisti generalisti e altri altamente specializzati; chi già possiede le competenze necessarie sono sicuramente gli avvocati revisori contabili».

Commercialisti e avvocati sono concordi nel ritenere che questi lavori di certificazione andranno fatti con un pool di professionisti, anche se il visto sarà apposto da uno solo.

Sarà necessario fare squadra per gestire processi complessi e ciò forse spingerà finalmente i professionisti verso sistemi organizzati. La necessità di favorire le aggregazioni professionali è un tema ricorrente, ma fino ad ora il legislatore ha fatto leggi fiscali che, nei fatti, premiano la parcellizzazione (si pensi alle regole per i forfettari); un trend che potrebbe cambiare secondo Minervini: «Ho chiesto al ministro Leo di estendere il contratto di rete, attualmente consentito solo alle aziende, anche ai professionisti».

Cooperative compliance e annessa certificazione andranno provate sul campo per vedere se e come funzioneranno. L’asticella si è abbassata a 750 milioni di fatturato o di ricavi , ma resta ancora molto alta, ; scenderà a 500 milioni nel biennio 2026-2027 e a 100 milioni dal 2028. «Un percorso nuovo che professionisti e amministrazione finanziaria dovranno fare insieme – commenta Regalbuto – che richiede un cambio di paradigma su entrambi i fronti».

Fonte: Il Sole 24ORE

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