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Al via la Zes unica per il Sud, credito d’imposta per progetti da almeno 200mila euro

Dopo la conversione del Dl 124/23, il ruolo di verifica è affidato alla Cabina di regia. Ecco come funziona l’incentivo agli investimenti.

Con il definitivo passaggio al Senato, prende corpo l’istituzione della Zes Unica per il Mezzogiorno, prevista dal decreto legge 124/2023, convertito in legge con modifiche il 9 novembre. Non più delimitazioni territoriali all’interno delle Regioni disagiate, ma estensione dei benefici all’intero perimetro delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Nel solco tracciato dall’Esecutivo, un ruolo strategico lo giocherà senz’altro la cosiddetta “Cabina di regia”, una sorta di comitato interministeriale con compiti di indirizzo, coordinamento, vigilanza e monitoraggio cui, con la versione passata al vaglio del Senato, si sono aggiunti anche il Presidente dell’Unione delle province d’Italia e il Presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani.

La cabina di regia

Il timore di un accentramento dei poteri decisionali, con il rischio di isolare la governance locale, è stato modulato con la previsione di una struttura operativa più orientata al territorio. E così, se la “Cabina di regia” continua a rappresentare la mente del progetto Zes unica, il suo braccio operativo è costituito dalla “struttura di missione Zes”; a tale organismo, secondo le modifiche apportate al testo originario del Dl 124/23, spetterà anche il monitoraggio, con cadenza almeno semestrale e sulla base degli indicatori di avanzamento fisico, finanziario e procedurale definiti dalla cabina di regia, degli interventi e degli incentivi concessi nella Zes unica, anche al fine di verificare l’andamento delle attività, l’efficacia delle misure di incentivazione concesse e il raggiungimento dei risultati attesi come indicati nel Piano strategico della Zes unica.

A questo punto, non resta che aspettare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi nei sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, e osservare l’organizzazione della Struttura di missione Zes e le competenze degli uffici. Non sfuggirà come la reale efficienza dell’intera riscrittura delle Zes sia ancorata alla capacità della “struttura di Missione” di rispondere con velocità e competenza alle istanze provenienti dal territorio, creando con lo stesso un sistema di solida cooperazione ed evitando lo spettro di un cortocircuito innescato da eccessiva lontananza degli organi decisori dall’area di applicazione delle misure.

Il piano strategico

Il fulcro operativo della Zes unica sarà il cosiddetto “Piano strategico della Zes unica”, un programma triennale elaborato dalla Struttura di missione in coerenza con il Pnrr e le programmazioni nazionali e regionali dei fondi strutturali europei nonché nel rispetto dei princìpi di sostenibilità ambientale. Il piano articolerà la politica di sviluppo della Zes unica in modo differenziato per ogni singola regione, individuando i settori da promuovere e quelli da rafforzare, nonché gli investimenti e gli interventi prioritari per il suo sviluppo, quali ad esempio quelli destinati a favorire la riconversione industriale finalizzata alla transizione energetica. L’efficacia del Piano dovrebbe essere garantita dalla compartecipazione delle regioni interessate e dei rappresentanti designati congiuntamente dall’Unione delle province d’Italia e dall’Associazione nazionale dei comuni italiani.

Sul piano operativo, resta confermato che i progetti di investimento cui spetterà il credito d’imposta non potranno comportare una spesa inferiore a 200mila euro; di questi, non oltre il cinquanta per cento potrà essere rappresentato da immobili e terreni. Anche per tale incentivo, la prossima data è quella in cui un decreto del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, da adottarsi con il Ministro dell’economia e delle finanze entro il 30 dicembre 2023, definirà il limite di spesa complessivo del credito di imposta, le modalità d’accesso, i criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito.

Fonte: Il Sole 24ORE

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