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Aggiornamento software necessario per rateizzare il secondo acconto delle partite Iva

L'art. 4, comma 1, del Dl 145/2023 permette la rateizzazione del secondo acconto nel 2023, implementando la legge 111/2023 (Delega Fiscale).

L’articolo 4, comma 1, del Dl 145/2023, che ha recentemente introdotto la possibilità di rateizzare il secondo acconto già da quest’anno limitatamente al periodo d’imposta 2023, può essere vista come la prima forma di attuazione delle disposizioni contenute articolo 5, comma 1, lettera f), della legge 111/2023 (cosiddetta Delega Fiscale).

L’articolo 4, comma 1, stabilisce che «Per il solo periodo d’imposta 2023, le persone fisiche titolari di partita Iva che nel periodo d’imposta precedente dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170mila euro, effettuano il versamento della seconda rata di acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi, con esclusione dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi Inail, entro il 16 gennaio dell’anno successivo, oppure in cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio, aventi scadenza il giorno 16 di ciascun mese. Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi di cui all’articolo 20, comma 2, del Dlgs 9 luglio 1997, n. 241.».

Tale novità ha un impatto di un certo rilievo in relazione alle elaborazioni dei software di area fiscale prodotti dalle società di software associate ad AssoSoftware. Questi, infatti, sono da sempre in grado di elaborare le deleghe F24 dei modelli Redditi e di rateizzare il saldo e il primo acconto, ma non sono state predisposte per rateizzare il secondo acconto. Le funzionalità di rateizzazione del secondo acconto dovranno quindi essere implementate, tenendo anche conto del dettato normativo che esclude espressamente dalla rateazione i contributi previdenziali e assistenziali e i premi assicurativi Inail, le cui scadenze rimangono quindi invariate.

Quindi i software gestionali, in relazione al secondo acconto, dovranno:

• individuare i contribuenti persone fisiche titolari di partita Iva, che nel periodo d’imposta precedente hanno dichiarato ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170mila euro e che possono fruire dell’agevolazione. In assenza di specifici chiarimenti, per quanto riguarda i ricavi potrebbero ad esempio essere presi a riferimento quelli già utilizzati per la presentazione dell’istanza del contributo a fondo perduto Covid-19, di cui all’articolo 25 del Dl 34/2020;

• tenere separate le imposte dai contributi previdenziali e assistenziali e dai premi assicurativi Inail, e mantenere invariate la scadenza per questi ultimi;

• permettere di poter fruire dello slittamento dei termini al 16 gennaio 2024 solo per le imposte;

• in alternativa, permettere di poter fruire della rateizzazione del versamento fino a cinque rate a partire dal 16 gennaio 2024 solo per le imposte, maggiorandole dei relativi interessi.

Per poter sviluppare i software devono essere risolte due questioni operative, relative:

• alle modalità di compensazione in F24 dell’acconto con eventuali crediti;

• al formalismo da utilizzare sul modello F24 per indicare il numero della rata e delle rate complessive.

In relazione alla prima problematica, relativa alle modalità con cui sarà consentito effettuare le compensazioni in delega F24, dovrebbero potersi applicare le regole di compensazione tipiche dei modelli Redditi, che prevedono la preventiva compensazione (sia interna che con esposizione in F24) tra i debiti e i crediti, e la rateizzazione del solo residuo.Sul punto si auspica una conferma da parte dell’Ade, stante che le software house si stanno orientando in tal senso.

In relazione alla seconda problematica, relativa al formalismo da utilizzare sul modello F24 per indicare le rate, in assenza di specifiche indicazioni che l’agenzia delle Entrate normalmente fornisce con apposite risoluzioni, l’unica soluzione possibile per le software house è mantenere l’attuale formalismo e semplicemente spezzare l’importo in più rate. Sul punto si attendono comunque indicazioni specifiche delle Entrate per evitare di incorrere in errori che comporterebbero, probabilmente, la necessità di ricorrere al ravvedimento operoso per sanarli.

Per la distribuzione degli aggiornamenti, ogni software house precederà autonomamente sulla base delle proprie specificità. AssoSoftware, come di consueto, sta assistendo le aziende associate per dirimere i vari dubbi, agendo da intermediario nei confronti degli enti preposti.

Fonte: Il Sole 24Ore

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