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Possibile riallineare le rimanenze del magazzino

L’intento dei promotori è quello di consentire un riallineamento tra il magazzino reale ed eventuali discordanze rispetto alla contabilità.

Nessuna sanatoria, come affermato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dopo il Consiglio dei ministri di lunedì. Ma nella manovra, il cui testo è in via di definizione, entra una regolarizzazione fortemente voluta dalla Lega. L’intento dei due promotori della misura (il sottosegretario al Mimit Massimo Bitonci e il presidente della commissione Attività produttive della Camera Alberto Gusmeroli) è quello di consentire un riallineamento tra il magazzino reale ed eventuali discordanze rispetto alla contabilità. Un riallineamento che passa dal versamento di un’imposta sostitutiva. I conti finali della Ragioneria per la bollinatura fisseranno l’asticella a cui potrà essere fissata l’aliquota, con la necessità di contemplare le esigenze del gettito e quella dell’effettiva convenienza.

Non si tratta di un’operazione sconosciuta per il fisco italiano. Due precedenti vanno, infatti, rintracciati nella Finanziaria 2000 e, anche se con un’altra portata, in quella del 2003. Nel primo caso (legge 488/1999) l’adeguamento poteva essere effettuato mediante l’eliminazione delle esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi nonché con l’iscrizione delle esistenze iniziali in precedenza omesse. In caso di eliminazione era richiesto il versamento dell’Iva determinando un’aliquota media e di un’imposta sostitutiva (di quelle sui redditi e dell’Irap) fissata al 30% e applicata a un differenziale tra il valore rideterminato e quello eliminato. L’altro precedente (legge 289/2002) si inseriva, invece, in una più ampia regolarizzazione delle scritture contabili con un’imposta sostitutiva del 6 per cento.

Il nuovo tentativo – a detta di una nota congiunta diffusa da Bitonci e Gusmeroli – si inserisce in un intento di semplificazioni per le imprese e i professionisti che li assistono. La disposizione che sarà inserita nella manovra mira ad appianare le «differenze che normalmente si creano tra rimanenze di magazzino contabili e fisiche, anche al fine di rendere più trasparente e patrimonializzare il bilancio delle imprese», sottolineano i due esponenti leghisti.

E non si tratta dell’unica “riproposizione” che sarà contenuta nella manovra. Già l’indice del Ddl di Bilancio approdato in Consiglio dei ministri lasciava qualche indizio, poi la conferma è arrivata anche da una risposta del ministero dell’Economia arrivata ieri in commissione Finanze alla Camera a un question time di Fratelli d’Italia (primo firmatario Saverio Congedo): ci sarà la riproposizione della rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni detenuti al 1° gennaio 2024 con l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 16 per cento. Il tutto in attesa di attuare quanto previsto nella delega fiscale, che si pone l’obiettivo di mettere una volta per tutte la facoltà di rivalutazione (prevista per la prima volta dalla Finanziaria 2002), ma con la possibilità di stabilire aliquote differenziate in base al periodo di possesso del bene interessato.

Fonte: Il Sole 24Ore

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