Biometano, incentivi adeguati all’inflazione dal prossimo bando

Novità per gli incentivi biometano; il “decreto asset” prevede l’aggiornamento della tariffa incentivante prevista dal Pnrr.

Novità in arrivo per gli incentivi biometano; la conversione in legge del cosiddetto “decreto asset” (Dl 104/2023) prevede l’aggiornamento della tariffa incentivante prevista dal Pnrr per favorire lo sviluppo di queste produzioni mediante l’inserimento dell’articolo 18-bis.

L’obiettivo

Come si legge nel dossier che accompagna il disegno di legge, questa norma ha lo scopo di dare completa attuazione alla Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4 del Pnrr che intende favorire lo sviluppo delle produzioni di biometano mediante lo stanziamento di fondi per 1,92 miliardi di euro. In particolare, la misura persegue l’obiettivo di sostenere gli investimenti per la realizzazione di nuovi impianti di produzione di biometano e per la riconversione, totale o parziale, di impianti esistenti a biogas.

Gli incentivi

Il Decreto 15 settembre 2022 ha definito le regole per la concessione degli incentivi, rappresentati da un sostegno in conto capitale, pari al massimo al 40% delle spese sostenute e una tariffa incentivante applicata alla produzione netta. L’allegato 2 del decreto prevede oggi tre diverse tariffe differenziate in base alla tipologia di impianto:

• per gli impianti agricoli di piccole dimensioni (con capacità produttiva ≤ 100 Smc/h) la tariffa è pari ad euro 115/MWh;

• per gli altri impianti agricoli (con capacità produttiva > 100 Smc/h) la tariffa è pari ad euro 110/MWh;

• per gli impianti alimentati da rifiuti organici (di qualsiasi capacità produttiva) la tariffa è pari ad euro 62/MWh.

Il Decreto prevede due differenti meccanismi incentivanti, in funzione della capacità produttiva dell’impianto: la Tariffa Onnicomprensiva (TO), costituita da una tariffa unica, corrispondente alla tariffa spettante e una Tariffa Premio (TP). Entrambi gli incentivi sono erogati dal Gse a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale per un periodo di 15 anni.

La legge di conversione del Dl 104/2023 interviene sul punto prevedendo un aggiornamento degli incentivi al fine di tenere conto degli elevati livelli di inflazione. L’adeguamento dei valori ha come scopo quello di fronteggiare l’aumento dei costi dovuti anche al conflitto russo-ucraino e avrà come conseguenza quella di garantire ai produttori una tariffa più elevata. Per conoscere la misura effettiva dell’aumento dovremo attendere la pubblicazione dei bandi da parte del soggetto gestore della misura, vale a dire il Gse.

I bandi

Si ricorda che il decreto del 2022 ha previsto 5 bandi per la partecipazione alle procedure. Ad oggi ne sono stati pubblicati due disponibili sul sito del Gse; il secondo si è chiuso lo scorso mese di settembre. La prossima apertura dovrebbe avvenire nel mese di dicembre. Nel caso in cui il contingente totale di capacità produttiva disponibile non sia esaurito con la quinta procedura, il Dm 15 settembre 2022 prevede la possibilità di apertura di nuove procedure fino all’esaurimento delle risorse disponibili (in ogni caso non oltre il 1° gennaio 2026).

Fonte: Il Sole 24Ore

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