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Piani formativi pluriaziendali, ultimi giorni per il secondo sportello

Secondo sportello per finanziare la realizzazione di piani formativi pluriaziendali, per aggregare la domanda formativa di più studi o aziende
  • Quando Entro le ore 17 del 13 ottobre 2023

  • Cosa scade Domanda contributi a fondo perduto per piani formativi

  • Per chi Studi e aziende iscritti a Fondoprofessioni

  • Come adempiere Domanda su piattaforma telematica

1. In sintesi

Finanziare la realizzazione di piani formativi pluriaziendali, con l’obiettivo di aggregare la domanda formativa di più studi o aziende: dopo l’apertura del primo sportello dello scorso maggio, ecco, dunque, la seconda chance di presentare istanza per i soggetti interessati, nella finestra cha va dal 1° settembre alle ore 17 del prossimo 13 ottobre.

Nella seduta del 26 luglio, infatti, il consiglio di amministrazione di Fondoprofessioni ha deliberato la realizzazione del secondo sportello dell’avviso 4/2023.

Le aree tematiche sono quattro e spaziano dallo sviluppo dell’internazionalizzazione, all’innovazione tecnologica, alle crisi di impresa, all’economia verde, alla salvaguardia dell’ambiente.

2. A chi sono rivolti i piani formativi

Il bando è rivolto a studi/aziende iscritti a Fondoprofessioni attraverso la destinazione del contributo di cui all’articolo 12 della legge 160/1975, che aderiscono alle iniziative promosse dagli enti proponenti.

L’ente proponente è il soggetto che presenta il piano formativo pluriaziendale al fondo per il tramite di un ente attuatore ovvero il soggetto portavoce delle esigenze provenienti da un settore, area professionale o territorio, che presenta il piano formativo pluriaziendale al Fondo tramite un ente attuatore.

Quest’ultimo deve essere una struttura accreditata presso il Fondo, a cui spettano, per conto dell’ente proponente, le attività di progettazione dell’intervento, nonché la trasmissione, gestione, realizzazione e rendicontazione.I piani formativi sono rivolti unicamente agli studi e alle aziende iscritti a Fondoprofessioni, che aderiscono alle iniziative promosse dagli Enti proponenti.

Gli studi/aziende coinvolti sono definiti enti beneficiari e devono essere iscritti al fondo prima dell’avvio dell’attività formativa.

L’adesione è verificabile tramite il “Cassetto previdenziale”, reperibile mediante il portale Inps, all’interno del “Fascicolo elettronico”, sezione “Dati complementari”.

3. Le quattro aree tematiche

I piani formativi, per essere reputati ammissibili, dovranno riguardare dei precisi ambiti, suddivisi tra area legale, tecnica-territorio, economico-amministrativa e altri settori.

Le tematiche spaziano dallo sviluppo dell’internazionalizzazione, all’innovazione tecnologica, alle crisi di impresa, all’economia verde, alla salvaguardia dell’ambiente.

Occorre distinguere:
• linea 1: area economico amministrativa
• linea 2: area legale
• linea 3: area tecnica e territorio
• linea 4: altri settori

All’interno di ogni linea viene determinata una posizione in un’apposita graduatoria dei piani formativi, in quanto le risorse disponibili sono limitate.

La posizione sarà stabilita attraverso una valutazione della qualità del piano formativo.

Non tutti gli enti proponenti possono accedere alle quattro aree tematiche:
• le linee 1,2, e 3 possono essere presentate da
a) le costituende Ats/Ati tra Studi/Aziende di una medesima area professionale;
b) le associazioni di categoria dei liberi professionisti;
c) le fondazioni con attività ed esperienza nei settori coinvolti;
d) le associazioni firmatarie di protocollo d’intesa con il fondo.
• la linea 4 da
e) gli enti attuatori accreditati presso Fondoprofessioni;
f) gli studi professionali e le associazioni/società tra professionisti per conto di aziende che ad essi si rivolgono;
g) le associazioni di categoria di settori diversi da quelli delle libere professioni, firmatarie di Protocollo d’intesa con il fondo.

Il singolo ente proponente potrà presentare al massimo n. 4 piani sull’Avviso, con l’eccezione dei soggetti di cui alle lettere a) e f) che non potranno richiedere più di n. 1 piano formativo ciascuno. I soggetti di cui alle lettere b), c), d) e g) potranno presentare piani formativi esclusivamente destinati agli Studi/Aziende provenienti dalle categorie professionali/settori e territori di propria competenza.

Con riferimento alla lettera e), l’ente attuatore del piano formativo dovrà coincidere con l’ente proponente.

I destinatari dei piani formativi ammissibili sono i dipendenti con contratto a tempo determinato/indeterminato o apprendistato.

Possono essere ammessi anche eventuali dipendenti coperti da misure di integrazione salariale/fondi di solidarietà, solo nel caso in cui i piani formativi auspicati siano in regime de minimis.

I piani formativi finanziati dai fondi interprofessionali ricadono nell’ambito di applicazione degli “Aiuti di Stato”, pertanto, è richiesto il rispetto della normativa comunitaria vigente in materia. In fase di presentazione del piano formativo è necessario esprimere il regime Aiuti di riferimento.

Nello specifico, i regimi di aiuto previsti sono i seguenti:
• regolamento Ue 1407/2013 – De minimis
• regolamento Ue 651/2014 – Aiuti alla formazione;
• regolamento Ue 1408/2013 – De minimis per settore produzione prodotti agricoli;
• regolamento Ue 717/2014 – De minimis per settore pesca e acquacoltura.

Per quanto riguarda la valutazione dei piani formativi, i criteri sono indicati nell’articolo 13 dell’avviso 4/2023.

4. La domanda e le risorse disponibili

La domanda di finanziamento, timbrata e sottoscritta dal rappresentante legale dell’ente proponente, con documento d’identità del rappresentante legale dell’ente proponente, deve essere accompagnata dal verbale di accordo sottoscritto, per la condivisione del piano formativo con le parti sociali; occorre poi allegare lo statuto, l’organigramma, il codice fiscale e la partita Iva dell’ente proponente (per le associazioni), oppure la visura camerale (per le aziende), o il certificato di attribuzione della partita Iva (per gli studi); se occorre, l’eventuale dichiarazione di intenti per la costituzione di Ats/Ati, sottoscritta dai rappresentanti legali degli studi e delle aziende.

Le graduatorie di ciascuna linea del secondo sportello, delineate in seguito alla valutazione, saranno sottoposte al consiglio di amministrazione del fondo, che delibererà gli esiti dei piani formativi entro il 22 novembre 2023.

Per la formazione erogata in presenza, l’unità di costo standard è pari a 23 euro per allievo, mentre per le lezioni erogate in maniera sincrona la differenza è di solo 1 euro in meno, quindi 22 euro all’ora per ciascun allievo.

Il singolo ente attuatore potrà inoltrare al Fondo piani formativi per un massimo di 80mila euro.

Il contributo per ogni singolo piano formativo ha il limite massimo di 20mila euro finanziabili.

La durata del progetto deve essere compresa dalle quattro alle quaranta ore complessive, con l’obbligatorietà di avere almeno sei allievi.

In ogni caso, l’ammontare complessivo degli alunni non potrà essere superiore a 20.

Linee:
• linea 1: area economico-amministrativa, 152.752,08 euro;
• linea 2: area legale – 180.040 euro;
• linea 3: area tecnica e territorio, 100.000 euro;
• linea 4: altri settori, 46.561,10 euro.

L’ente attuatore, per conto dell’ente proponente, dovrà trasmettere il piano formativo, allegando la prevista documentazione, tramite la piattaforma informatica di Fondoprofessioni, da venerdì 1 settembre 2023 a venerdì 13 ottobre 2023 (ore 17).

Fonte: Il Sole 24Ore

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