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Nasce una zona franca in Valle d’Aosta

L’obiettivo di ZFR&S è attrarre lavoratori che rientrano dall’estero e imprese, per creare una «zona franca per la ricerca e lo sviluppo».

Attrarre lavoratori che rientrano dall’estero e imprese che vogliono fare ricerca e sviluppo è l’obiettivo di ZFR&S, messa in campo dalla Valle d’Aosta per creare una «zona franca per la ricerca e lo sviluppo».

Gli strumenti usati consistono in agevolazione fiscali. Possono beneficiarne imprese industriali e centri di ricerca che insedieranno un’unità produttiva nelle aree individuate da delibera della giunta regionale. Che, oltre alle aree, dovrà fissare il tipo di attività comprese nei programmi di investimento in ricerca, sviluppo e innovazione, l’intensità e i massimali di contributo e gli aspetti, anche procedimentale, relativi all’applicazione della legge. La legge regionale 15/2023 punta a sviluppare il tessuto industriale locale e attrarre imprese, alte professionalità e risorse per ricerca, sviluppo e innovazione, in linea con la strategia di specializzazione intelligente.

Le imprese che realizzano programmi di investimento ammessi a finanziamento da parte della struttura regionale competente in materia potranno ottenere i contributi. I beneficiari, dal 1° gennaio 2024, saranno esentati dal pagamento dell’Irap, fermo restando l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, anche ai fini dell’imponibile Irap. Le agevolazioni sono previste per tre anni, vista la natura sperimentale dell’iniziativa.

La legge, inoltre, autorizza la giunta a negoziare con lo Stato l’introduzione di ulteriori agevolazioni a favore di operatori economici insediati nella ZFR&S per la riduzione dell’Imu e dei contributi Inps, l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi delle imprese nei limiti del 50% del reddito complessivo relativamente ai primi tre anni di operatività della misura e l’esenzione totale dalle imposte sui redditi degli utili di esercizio delle imprese operanti solo nella ZFR&S, reinvestiti, per una quota non inferiore al 50%, in attività realizzate nella zona franca.

In parallelo, negozierà l’introduzione di aiuti per residenti all’estero che rientrano in Italia trasferendo la residenza fiscale in Valle d’Aosta e appartengono alle seguenti categorie: maestranze con rilevanti esperienze lavorative di livello direttivo alta qualifica o specializzazione; docenti e ricercatori che, con titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all’estero, abbiano svolto attività di ricerca o docenza all’estero in centri di ricerca pubblici o privati o università.

Fonte: Il Sole24Ore

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