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Smart and start, per sciogliere i dubbi il contribuente chiede a Invitalia

Invitalia fornisce chiarimenti ai contribuenti sulla cumulabilità dei finanziamenti «Smart and Start Italia» e credito d’imposta Mezzogiorno.

Con la risposta a interpello 921–154/2023 non pubblicata, l’agenzia delle Entrate, Dre della Sardegna, rinvia i contribuenti ai chiarimenti di Invitalia in relazione alla possibilità di cumulo tra il finanziamento rientrante nella misura «Smart and Start Italia» previsto dal Dm 24 settembre 2014 (modificato dal Dm 30 agosto 2019) e il credito d’imposta Mezzogiorno disciplinato dall’articolo 1, commi 98-108, della legge 208/2015.

Il caso riguarda una società beneficiaria di un finanziamento «Smart and Start Italia» grazie a un contratto stipulato con Invitalia ad inizio 2023 per il quale l’interpellante intendeva accedere anche al credito d’imposta Mezzogiorno sul costo dell’investimento non ammesso al finanziamento.

Il finanziamento a tasso zero

Ricordiamo che l’incentivo previsto da «Smart and Start Italia» consiste in un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia e da restituire in 10 anni, a copertura dell’80% delle spese ammissibili sostenute dalle startup innovative di micro e piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi alla data della domanda, iscritte all’apposita sezione del Registro delle imprese e con sede legale e operativa in Italia. L’importo sale al 90% se la società è partecipata interamente da giovani under 36 e/o da donne, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia. Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono inoltre godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo e restituire così solo il 70% del finanziamento ricevuto.Il bonus investimenti nel Mezzogiorno consiste invece in un credito d’imposta compreso tra il 10% e il 45% dell’investimento ed è rivolto alle imprese che, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2023, acquistano beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo.

La competenza di Invitalia 

L’Agenzia, nel ritenere inammissibile il caso ai fini dell’interpello, segnala che essendo la misura Smart and Start Italia gestita da Invitalia, è a tale soggetto che l’interpellante deve rivolgersi per ottenere i chiarimenti riferiti all’attuazione della relativa normativa, anche in merito alla sussistenza dei limiti di cumulabilità con altre agevolazioni, non avendo le Entrate competenze in merito.

La cumulabilità

Nella situazione prospettata, l’Agenzia segnala altresì che il credito di imposta Mezzogiorno è cumulabile con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano a oggetto gli stessi costi ammessi al beneficio, a condizione che il cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle norme di riferimento. A tal fine, nella comunicazione per l’accesso all’agevolazione, le imprese sono tenute ad indicare le altre agevolazioni richieste ed eventualmente ottenute dalle stesse a valere sugli stessi costi, riducendo di conseguenza l’importo del credito richiesto nei limiti della misura massima consentita.

Stante la posizione assunta, dunque, i chiarimenti che arriveranno da Invitalia assumeranno rilievo anche relativamente ai profili fiscali, ai quali anche l’Agenzia dovrà attenersi nell’ambito di eventuali controlli.

 

Fonte: Il Sole 24 ORE

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