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Leo: «In arrivo altri decreti su redditi agrari e autonomi»

Nel cantiere della riforma al lavoro sui tributi non onerosi e sulle Partite Iva

Prosegue il cammino di attuazione della riforma fiscale. Dopo l’approvazione di nove decreti delegati, di cui due su sanzioni e giochi ancora in attesa delle pubblicazione sulla gazzetta Ufficiale, i tecnici lavorano alla nuova riscossione, ai piccoli tributi e in parte alla riforma della tassazione delle partite Iva, intese come commercianti, artigiani e professionisti. Il prossimo 13 marzo, poi, saranno presentati alla Camera, dalla premier Giorgia Meloni, dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e dal suo vice Leo i nuovi testi unici sul riordino delle norme.

La conferma è giunta ieri dello stesso padre della riforma fiscale, il viceministro all’Economia, Maurizio Leo: «Stiamo predisponendo altri decreti che andranno in Consiglio dei ministri questa settimana o la prossima». Nel suo intervento al convegno organizzato dalla Consob “Soffitti di cristallo e muri di gomma” per la leadership femminile (si veda il servizio a pagina 40), Leo ha aggiunto che «la riforma fiscale guarda con attenzione anche al mondo delle quotate in termini di semplificazione e l’obiettivo è arrivare alla certezza del diritto che deve essere elemento cardine soprattutto per le quotate» dal momento che oggi, ad esempio, sulla determinazione del reddito delle quotate non c’è chiarezza». E «Compatibilmente con le risorse disponibili», ha poi detto il viceministro dell’Economia, il governo punta alla riduzione Ires». Quell’imposta è «oggi al 24% e vogliamo gradualmente portarla giù, ma il vantaggio deve essere mirato a due obiettivi: occupazione o investimenti innovativi», ha spiegato. «Inoltre – ha concluso Leo – in questo contesto bisogna dare la possibilità all’impresa di patrimonializzarsi e fare l’investimento entro il biennio».

Intanto, come detto, i tecnici del Dipartimento Finanze delle Entrate lavorano alla riforma della riscossione con cui il governo conta soprattutto di tagliare il magazzino della ex Equitalia in cui sono “stipati” 1.206 miliardi di crediti, dei quali ancora riscuotibili sarebbero solo poco più di 60 miliardi. L’idea allo studio sarebbe quella di cancellare dichiarandoli inesigibili tutti quei crediti che dopo 5 anni non sono stati incassati dall’agenzia Entrate-Riscossione, nonostante i tentativi e l’invio delle cartelle. Altro intervento di rilievo è quello che punta a cancellare il ruolo mentre per i contribuenti si punterebbe ad allargare il più possibile l’accesso alla rateizzazione dei debiti fiscali e contributivi fino a 120 rate.

Coperture permettendo l’altro provvedimento in cantiere è quello che punta a rivedere la tassazione su alcune tipologie di reddito a partire da quello agrario , quello sui lavoratori autonomi e i professionisti o ancora per le operazioni straordinarie messe in campo dalle imprese. Sui professionisti potrebbe trovare subito attuazione, ad esempio, il principio della delega che introduce la «neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali, comprese quelle riguardanti il passaggio da associazioni professionali a società tra professionisti».

 

Fonte: Il Sole 24ORE

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