Primo via libera al Ddl sul Terzo settore. L’Aula della Camera ha approvato con 155 voti favorevoli e nessun voto contrario (110 gli astenuti, come preannunciato dalle opposizioni) il provvedimento, che ora passa all’esame del Senato.
Il disegno di legge chiarisce, tra l’altro, i limiti entro cui è possibile per gli enti del Terzo settore, iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, percepire proventi derivanti da rapporti di sponsorizzazione, promo pubblicitari, cessioni di diritti e indennità legate alla formazione degli atleti nonché dalla gestione di impianti e di strutture sportive. I relativi proventi, viene speficato, devono essere impiegati in attività di interesse generale afferenti allo svolgimento di attività sportive dilettantistiche. Viene quindi consentito l’intervento, e il voto, da remoto agli associati all’assemblea delle associazioni del Terzo settore.
Il Ddl fissa poi al 3% la quota degli utili netti annuali che le imprese sociali possono destinare a fondi istituiti dagli enti e dalle associazioni previsti dal Dlgs sull’impresa sociale. Somme comunque, dispone la norma, destinate esclusivamente alla promozione e allo sviluppo delle imprese sociali attraverso azioni e iniziative di varia natura.
Tra le modifiche al Codice del Terzo settore figura anche l’abrogazione dell’articolo che istituisce e disciplina la fondazione Italia Sociale.
Viene poi estesa la deroga ai vincoli per le assunzioni di assistenti sociali alle unioni di comuni. Viene istituito un tavolo al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per interventi di integrazione e inclusione sociale sui minori fuori famiglia, affidati e in carico ai servizi sociali territoriali. Il tavolo dovrà riferire in Parlamento con una relazione annuale che verrà trasmessa alla commissione per l’Infanzia e l’adolescenza.
Si prevede, poi, l’istituzione, il 9 aprile, della giornata nazionale dell’ascolto dei minori come “presupposto fondamentale per dare concreta attuazione ai suoi diritti” con la promozione di iniziative nelle scuole e con campagne pubblicitarie anche sui media. L’articolo 4 prevede, tra l’altro, la possibilità che una serie di associazioni combattentistiche possano essere iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore.
Gli enti del terzo settore vengono esonerati dall’imposta ipotecaria e di successione e catastale e si dispensa l’esecutore testamentario dagli obblighi di apporre sigilli ai beni prima di fare l’inventario generale. Si interviene infine con semplificazioni per i bilanci anche attraverso la possibilità di assemblee online.
Per la viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci: «Il voto positivo dell’Aula al Ddl di iniziativa governativa dedicato esclusivamente a politiche sociali e Terzo settore traccia una nuova rotta e lancia un messaggio forte e chiaro: il mondo della solidarietà e dell’economia sociale non è più la cenerentola del nostro ordinamento. Una legge che nasce nel segno della concretezza e di un rinnovato protagonismo per un’altra eccellenza di cui l’Italia può vantarsi, perché non ha eguali nel mondo».
E, ha aggiunto Bellucci, «mi fa piacere sottolineare la rapidità con cui si è arrivati a questo passaggio in Aula, senza voti contrari – sottolinea – a pochi mesi dalla presentazione del testo in Affari sociali: segno evidente di un provvedimento atteso e condiviso. Ci auguriamo che la legge veda presto la luce, dopo il passaggio al Senato». La viceministra spiega poi: «Stiamo approvando una legge articolata, nata grazie confronto al ministero, costruito passo dopo passo in seno al Consiglio nazionale del Terzo settore con gli enti e le categorie professionali coinvolte, gli ordini dei commercialisti e dei notai in particolare. Un testo ricco di innovazioni per il Terzo settore, con un primo pacchetto di semplificazioni normative e di attuazione del Codice del 2017, lungamente attese, e un’attenzione specifica per i piccoli enti, che rappresentano il cuore dell’associazionismo e del mondo della solidarietà».
