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Detrazioni Irpef, niente stretta sulle donazioni alle Onlus

Oggi all’esame del Consiglio dei ministri l’ok definitivo alla delega fiscale che porta da quattro a tre le aliquote per il 2024.

Nella riscrittura dell’Irpef per ora soltanto per il 2024 il Governo accoglie una delle osservazioni (non vincolanti) arrivate dai pareri delle commissioni Finanze di Camera e Senato. La stretta sulle detrazioni con una franchigia di 260 euro per chi ha redditi oltre i 50mila euro non riguarderà le erogazioni liberali a favore delle Onlus, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, quelle in favore dei partiti politici (in questo caso va ricordato come le elargizioni ormai passino dal canale del 2 per mille) e ancora quelle per gli enti del Terzo settore.

È una delle novità del testo finale del decreto attuativo della delega fiscale sulla riforma dell’Irpef e sull’istituzione della maxideduzione del 120% per i neoassunti e la contestuale abolizione dell’Ace. Proprio sulla maxideduzione, che potrà salire fino a 130% per i lavoratori svantaggiati, viene confermato che di fatto non se ne terrà conto negli acconti, senza quindi produrre un effetto riduzione.

Il testo è atteso oggi in Consiglio dei ministri insieme all’ok definitivo al decreto internazionalizzazione con i ritocchi al bonus impatriati per il rientro dei cervelli e al primo esame del riordino dei giochi (si veda l’articolo in pagina).

Nello specifico del decreto Irpef arriva quindi un ripensamento sulla decurtazione del plafond detraibile per i redditi oltre i 50mila euro. Nella stretta, infatti, entreranno le spese che sono detraibili al 19% con l’eccezione di quelle sanitarie. Tanto per fare qualche esempio dall’anno d’imposta 2024 la “tagliola” per i redditi oltre 50mila euro colpirà le detrazioni per interessi passivi sui mutui, le spese per lo sport dei figli, quelle per l’iscrizione a scuola o all’università o ancora quelle per le spese funebri dei familiari defunti. Rientreranno anche le detrazioni al 19% per le assicurazioni rischio morte o di non autosufficienza. Ma sul fronte delle polizze saranno interessate – perché espressamente richiamate – anche le quelle al 90% per le cessioni del superbonus relativo agli interventi antisismici stipulate contestualmente alle cessioni a compagnie assicurative.

Con la versione dello schema di decreto legislativo entrato in Consiglio dei ministri per la prima lettura, sarebbero state inserite nel taglio anche le detrazioni per le donazioni effettuate nei confronti del non profit. Già il parere delle commissioni parlamentari aveva chiesto al Governo di intervenire sul punto. E qualche spiraglio (almeno in termini di riflessione in corso) si era aperto con la risposta del ministero dell’Economia al question time in commissione Finanze alla Camera del 6 dicembre scorso. Ora il cerchio si chiude con l’esclusione dalla stretta sulle detrazioni per le donazioni a Onlus, partiti politici e Terzo settore. Con una ricaduta di revisione di minor gettito di cui viene tenuto conto nell’aggiustamento sulle disposizioni finanziarie che imputano le risorse al fondo per l’attuazione della delega fiscale.

Nel complesso resta confermata la riduzione per il solo 2024 da quattro a tre aliquote con il primo scaglione con prelievo del 23% esteso fino a 28mila euro. E sempre per il prossimo annuo viene innalzata da 1.880 a 1.955 euro la detrazione per lavoro dipendente che allinea la no tax area a 8.500 euro come per i titolari di reddito di pensione. E con una conseguente rimodulazione del calcolo del trattamento integrativo per i redditi fino a 28mila euro (l’ex bonus Renzi) per evitare che l’innalzamento della no tax area potesse determinare la perdita del beneficio.

Contestualmente vengono ridefiniti i margini di movimento per Regioni e Comuni per rideterminare le rispettive addizionali all’Irpef, con la precisazione che se non fosse rispettato il termine del 15 aprile 2024 per le delibere, l’addizionale si applicherebbe per il solo 2024 con le aliquote e gli scaglioni vigenti per il 2023. Va ricordato, inoltre, che in un emendamento alla manovra il Governo ha accolte le richieste delle Regioni a Stauto speciale(ad eccezione della Sicilia) e quelle delle province autonome di Trento e Bolzano finalizzate al recupero delle risorse perse con l’effetto della rimodulazione degli scaglioni e delle aliquote Irpef, del taglio delle relative addizionali e la riduzione delle detrazioni dell’imposta sulle persone fisiche.

In Consiglio dei ministri è attesa anche la nuova versione del decreto internazionalizzazione con le modifiche già circolate per rivedere le restrizioni previste nel testo depositato in Parlamento al bonus impatriati per il rientro dei cervelli. Le novità riguarderanno la possibilità (rispetto al testo sottoposto ai pareri) di consentire la detassazione agli assunti dallo stesso datore o infragruppo, ma con vincoli sui periodi di permanenza all’estero differenziati tra chi è stato assunto all’estero e tra chi è stato assunto in Italia e poi si è trasferito oltreconfine. Ma ci sarà, come anticipato dal viceministro all’Economia Maurizio Leo (si veda «Il Sole 24 Ore» del 16 dicembre) un aumento dell’agevolazione per chi ha figli e chi rientra con figli al seguito.

Fonte: Il Sole 24ORE

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