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Dal Lavoro 32 milioni per finanziare i progetti di rilevanza nazionale

Terzo settore, ampliato l’ambito degli enti beneficiari dei 32 milioni di euro stanziati dal Ministero per il 2023.

Terzo settore, ampliato l’ambito degli enti beneficiari dei 32 milioni di euro stanziati dal Ministero per il 2023. Con il decreto 101 del 2023, pubblicato il 1° agosto scorso, il ministero del Lavoro ha individuato gli obiettivi generali e le attività finanziabili attraverso il Fondo a sostegno progetti e attività di interesse generale degli enti del Terzo settore (Ets). Ciò in attuazione di quella disposizione del Codice che attribuisce al Ministero il compito di individuare, con proprio atto d’indirizzo, le aree prioritarie di intervento finanziabili con risorse annuali (articolo 72 del Dlgs 117/2017 o “Cts”).

Ambito soggettivo: enti beneficiari

Con riguardo all’ambito soggettivo, oggetto di finanziamento sono le iniziative a rilevanza nazionale promosse da parte di organizzazioni di volontariato (Odv), Associazioni di promozione sociale (Aps) e Fondazioni Ets operanti in almeno 10 regioni. Una formulazione ampia che, in sostanza, riprende sia il tenore della norma del Codice sia l’impianto adottato nel 2020 con l’avviso n. 2/2020.

A differenza del 2022, si assiste così ad un ampiamento soggettivo del novero dei beneficiari. Ciò se si considera che – per l’anno scorso – le risorse assegnate per i progetti a rilevanza nazionale spettavano alle sole realtà dotate della qualifica di rete associativa del Terzo settore e relativi enti aderenti, nonché gli enti in possesso dei requisiti dimensionali come rete. Di conseguenza, per il 2023, sarà possibile accedere sia da parte delle reti associative sia da parte delle Odv/Aps o fondazioni-Ets, a patto che operino in almeno 10 Regioni italiane (o province autonome).Va peraltro considerato che tra i beneficiari il decreto ministeriale continua a fare riferimento alle Odv e Aps in trasmigrazione. Ciò, tuttavia, senza considerare che il processo di trasmigrazione si è in realtà definitivamente concluso il 7 novembre 2022 e che eventualmente quella disciplina transitoria a cui rinvia il Ministero riguarda, a rigore, le sole Odv/Aps che sono già trasmigrate nel Runts e per le quali la pratica di iscrizione non si è ancora perfezionata.

Discorso diverso per le fondazioni Onlus. Per quest’ultime, resta ovviamente in piedi la disciplina transitoria posto che il regime Onlus sarà definitivamente abrogata solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui la Commissione Ue avrà autorizzato i nuovi regimi fiscali previsti con il Codice del Terzo settore.

Quanto alle attività finanziabili, il Ministero specifica che le risorse disponibili dovranno essere impiegate in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. È il caso, ad esempio, di quelle volte al contrasto alla povertà e alle diseguaglianze, promozione dell’occupazione e dell’economia sostenibile. Concretamente, tuttavia, occorrerà attendere il provvedimento attuativo del Dm 101/2023, al fine di valutare in concreto ulteriori specifiche in merito alle attività ammesse a finanziamento, nonché termini e modalità per l’accesso alla procedura.

Ambito oggettivo: misura del finanziamento ministeriale

Dal punto di vista operativo, il Ministero stanzia per il 2023 oltre 32 milioni di euro così suddivisi:

• 22.666.890 euro a sostegno di iniziative e progetti di rilevanza nazionale (di cui all’articolo 72 ,Cts);

• 7.500.000 euro per l’acquisto di autoambulanze (di cui all’articolo 73, comma 2, lettera c), Cts);

• 2.580.000 euro quali contributi annuali riservati a specifiche categorie di enti associativi (di cui all’articolo 75, comma 2, Cts).

In sostanza, il Ministero corregge il tiro rispetto alle attività finanziabili, ampliando l’accesso ai beneficiari alle risorse per i progetti di rilevanza nazionale. Restano, invece, fermi i criteri individuati nel 2022 per il finanziamento delle iniziative e i progetti a rilevanza locale, per le quali sono già state stanziate risorse ministeriali per il triennio 2022-2024 con il Dm 141/2022.

A livello finanziario, per ciascun progetto ammesso saranno attribuite risorse nel rispetto di un ammontare ricompreso tra i 250 e a 600mila euro. Si precisa, inoltre, che nel caso in cui l’iniziativa sia realizzata da una Aps o Odv, la quota finanziabile non potrà superare l’80% del costo totale del progetto, mentre nel caso in cui ente promotore sia una fondazione-Ets il limite di quota finanziabile scende al 50% dei costi complessivi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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