Società di capitali, l’Irap diventa sovraimposta

Il Ddl di delega fiscale prevede principi e criteri per il superamento dell’Irap, un obiettivo molto importante per il sistema tributario.

Il Ddl di delega fiscale prevede principi e criteri per il superamento dell’Irap, che nell’ottica di una semplificazione e razionalizzazione del sistema tributario costituisce un obiettivo invero molto importante. La norma prevede in primis il superamento dell’imposta, con priorità per le società di persone, le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni, con un’attenzione quindi a tutte quelle situazioni che in passato hanno determinato parecchi interrogativi e confusione in base al principio dell’autonoma organizzazione.

L’obiettivo è quello di istituire una sovraimposta, che assicuri un gettito in misura equivalente, determinata con le medesime regole dell’Ires, con l’esclusione del riporto delle perdite, ovvero con regole particolari per gli enti non commerciali, da ripartire tra le Regioni sulla base dei criteri vigenti in materia di Irap. Permane l’obiettivo di garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario e il gettito in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero per quelle che sono sottoposte a piani di rientro i quali, in base alla legislazione vigente, comportano l’applicazione, anche automatica, di aliquote Irap maggiori di quelle minime. È poi espressamente previsto che tali interventi non devono generare aggravi di alcun tipo sui redditi di lavoro dipendente e di pensione.

In prima battuta il superamento dell’Irap sembra passare dalla previsione di una sovrimposta, che è differente dall’addizionale. Infatti la sovrimposta ha come base imponibile quella di un’altra imposta, che nel caso specifico sarebbe l’Ires. Ciò a differenza dell’addizionale, che invece ha come base imponibile un’altra imposta. Sotto questo profilo l’ancoraggio all’Ires consentirebbe di semplificare notevolmente la struttura attuale, dove in realtà quando si predispone il conteggio delle imposte dell’anno si opera secondo una duplice struttura. In parte alcune semplificazioni sono intervenute laddove l’Irap è stata nel tempo riformata in modo tale da svilupparsi attraverso un meccanismo di presa diretta dal bilancio. Tuttavia restano spesso dei dubbi e degli interrogativi laddove determinati componenti, per ragioni di inerenza, competenza o promiscuità, possano suggerire dei comportamenti difformi a seconda che si stia conteggiando l’Ires oppure il tributo regionale. Ben venga, quindi, il fatto di superare questo binomio attraverso la previsione di una sovrimposta dell’Ires. Viene espressamente chiarito che non vale il principio Ires di riporto delle perdite, che oggi consente in sostanza di utilizzare senza limiti di tempo (ma con un vincolo pari all’80% del reddito imponibile dei periodi d’imposta successivi) le perdite generatesi. Quindi tale meccanismo continuerà a sovrintendere l’Ires ma non anche la sovrimposta, che non potrà beneficiare del riporto perdite. Continueranno poi a prevedersi delle regole particolari per quanto concerne gli enti non commerciali, per i quali al momento vige il cosiddetto sistema retributivo.

Alcuni elementi utili si evincono anche dalla relazione illustrativa, che ribadisce il principio per cui la sovraimposta sia da determinarsi con le stesse regole previste per l’Ires. Viene altresì ribadito che Il superamento dell’Irap è da attuarsi in modo graduale dando priorità alle società di persone e alle associazioni tra artisti e professionisti; in una successiva fase verrà esteso alle società di capitali.

 
Fonte: Il Sole 24 Ore

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