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Il commercialista può amministrare la Srl di gestione immobiliare del solo patrimonio familiare

Il Cndcec (Pronto Ordini 118/2023) esclude l’incompatibilità tra le qualifiche se l’attività è finalizzata alla conservazione e valorizzazione dell’immobile stesso

È esclusa l’incompatibilità del commercialista con la carica di socio unico e amministratore di una Srl di gestione immobiliare quando ha come finalità solo la conservazione e valorizzazione del patrimonio familiare. Ad affermarlo è il Pronto Ordini 118/2023 del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec), pubblicato il 14 febbraio 2024.

Nel caso analizzato dal Consiglio nazionale un Ordine territoriale ha chiesto un parere in merito alla possibilità se per un iscritto all’elenco speciale, socio unico e amministratore di una società a responsabilità limitata che gestisce alcuni immobili di proprietà a lui intestati, possa essere esclusa l’incompatibilità e se lo stesso possa chiedere il passaggio all’Albo degli esercenti la professione.

Un precedente chiarimento

Con il Pronto Ordini 149 del 19 settembre 2022, in merito alla richiesta di chiarimenti sulla qualifica di socio di minoranza in una società di capitali e la contestuale attività di commercialista il Consiglio dei commercialisti ha osservato che:

• lo status di socio di minoranza di società di capitali è da ritenersi sempre compatibile con l’esercizio della professione, tuttavia, qualora si accerti che, di fatto, l’iscritto socio di società di capitali gestisca, amministri e liquidi attraverso prestanomi o fiduciari, ovvero in virtù di clausole statutarie che devolvano ai soci le decisioni in merito alla gran parte degli atti di gestione, la valutazione dovrà essere fatta avendo riguardo a tali circostanze. La partecipazione, per esempio, al capitale sociale realizzata tramite l’utilizzo del coniuge non legalmente separato o di parenti entro il 4° grado, prestanomi, fiduciari, società nazionali o estere riferibili all’iscritto all’albo o da lui controllate, di conviventi risultanti nello stato di famiglia etc., rende incompatibile l’attività quando siano dimostrati e provati i rapporti giuridici di cui sopra e/o l’influenza del commercialista iscritto sui detti soggetti e l’interesse economico dello stesso;

• l’assunzione della carica di amministratore in assenza di ampi poteri gestori senza la contestuale presenza di un interesse economico prevalente in una società di capitali è sempre compatibile con l’esercizio della professione a meno che non si accerti che, il commercialista eserciti il proprio controllo o influenza sulla società e gestisca, attraverso un soggetto terzo, la società.

La risposta del Cndcec

Osserva il Consiglio nazionale dei commercialisti che per quanto riguarda la gestione patrimoniale immobiliare, le note interpretative sulla disciplina delle incompatibilità, evidenziano che l’esclusione dell’incompatibilità stessa è connessa alla natura dell’attività, che deve essere di «pura gestione».

Di conseguenza, in via di principio non si ravvisa una condizione di incompatibilità qualora l’iscritto, pur ricoprendo contemporaneamente la qualifica di socio unico e la carica di amministratore in società di capitali, gestisca il solo patrimonio immobiliare familiare, in quanto in tal caso l’attività di gestione immobiliare si configura come attività di pura gestione, finalizzata alla conservazione e valorizzazione dell’immobile stesso.

Il Pronto Ordini conclude ricordando, infine, e in via generale, che l’iscrizione nell’elenco speciale è possibile solo in presenza di valutata sussistenza di una causa di incompatibilità.

Fonte: Il Sole 24ORE

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